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M&PF contabilizzazione del calore

PROBLEMATICHE

Molto spesso dopo aver adottato la contabilizzazione in uno stabile, gli appartamenti posti all'ultimo piano, a piano terra sopra le cantine o ancora su un piano pilotis, sono tra quelli che non riscontrano un risparmio nella spesa di riscaldamento e anzi talvolta la vedono lievitare. La contabilizzazione comporta alcuni aspetti che bisogna conoscere.

Per esempio evidenzia un fatto troppo spesso passato sotto silenzio: i consumi energetici delle unità immobiliari degli ultimi e dei primi piani sono molto più elevati di quelli degli altri. Molto frequentemente sono più del doppio.

La diversità intrinseca dovuta al fatto di avere non solo le pareti perimetrali ma anche un soffitto o un pavimento disperdente è esaltato dalla scarsissima coibentazione della maggior parte degli edifici.

A nulla vale l'osservazione che "prima si pagava tutti uguale" per "solidarietà". Il codice civile prevede che ciascuno paghi in ragione dell'uso che fa di un impianto comune e agli alloggi degli ultimi piani l'impianto fornisce indubbiamente più calore.

Prendiamo ad esempio una palazzina anni '60, costruita in epoca di "allegria energetica", che dal punto di vista della coibentazione è un vero colabrodo: si pompa in continuazione calore all'interno e questo rapidamente trova vie di fuga verso l'esterno attraverso i muri, le finestre e il primo e l'ultimo solaio.

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Vi sognereste mai di utilizzare uno scolapasta per riempire un contenitore con dell'acqua? Non importa quanto aprite il rubinetto, il risultato sarà sempre lo stesso. Maggiore acqua introdotta nel recipiente bucato, maggiore sarà quella dispersa. Lo stesso vale per il riscaldamento nelle abitazioni: molti pensano che se si ha freddo in inverno la colpa è dell'impianto non adeguato, ma molto spesso è solo colpa dell'involucro della costruzione che fa si che sia un edificio energivoro.

In tutti gli stabili gli appartamenti posti all'ultimo piano hanno caloriferi maggiorati rispetto a quelli dei piani intermedi. Questo vuol dire caloriferi con potenze più elevate e quindi già più predisposti a consumare. Il calore inoltre tende a salire verso l'alto e in un ultimo piano col tetto non coibentato significa disperdere nell'ambiente esterno il 20% del calore, che sommato al 20% della dispersione delle pareti e al 30% delle finestre fa si che più del 50% del calore emesso dai corpi scaldanti sia sprecato.

L'unico sistema per risolvere il problema alla radice consta nella coibentazione dei muri, del tetto e nella sostituzione dei serramenti. Il costo iniziale può essere elevato ma verrà ripagato al 100% nel giro di pochi anni.

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